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CONTRO L’ELIMINAZIONE DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI STATALI IN TRENTINO
sabato 31 ottobre 2009

CONTRO L’ELIMINAZIONE DEGLIISTITUTI PROFESSIONALI STATALI IN TRENTINO

 

La Delibera di Giuntadell’11 settembre 2009 sul riordino del secondo ciclo di istruzionecontiene la soppressione – trasformazione degli Istituti Professionali statali(IPC Battisti di Trento – don Milani di Rovereto –Martini di Mezzolombardo per citare i maggiori) e laconfluenza di fatto di tale settore specifico dell’istruzione negli IstitutiTecnici e nella Formazione Professionale provinciale. Ciò vuol dire cancellarel’esperienza di una scuola che indirizza una particolare fetta di studentiverso il mondo del lavoro dopo aver però garantito loro un titolo di studiospendibile e una formazione personale.

Perciòlo smantellamento dell’Istruzione professionale statale, del percorso, deldiploma rilasciato e dell’identità della scuola, porterà alla creazione di duestrade separate: da una parte il canale per gli studenti che si avviano versoil lavoro e dall’altra il sistema dei Licei – Istituti tecnici. Si tratta dellasoppressione della cosiddetta via intermedia che avrà come esitouna scuola ancora più classista che accentua la discriminazione socio-culturaleche è presente già in entrata.

Noi riteniamo che ciò costituisceun atto che ignora il crescente disagio che caratterizza una fascia rilevantedi studenti, quella fascia debole talvolta scarsamente motivata allo studio ocon basse aspettative per il futuro,  a rischiodi dispersione scolastica. Sono quei giovani provati da disagi esistenziali,situazioni familiari economicamente precarie oppure dalla condizione dimigranti, costretti a scegliere un percorso scolastico semplificato per nonessere subito emarginati a causa anche delle difficoltà linguistiche. Tutticostoro saranno destinati a confluire in maggioranza nella FormazioneProfessionale provinciale,  un percorso che nonporta a conseguire un diploma di istruzione e a poter eventualmente proseguiregli studi universitari. Si tratta inoltre dell’ennesima manovra a scapito dellascuola pubblica a favore di quella privata rafforzando difatto una fetta di istruzione privata foraggiata da denaro pubblico: gliIstituti di Formazione Professionale provinciale comprendono 19 centri diformazione dei quali 10 sono dell’ENAIP ossia delle ACLI e nessuno paritario, eche per di più non forniscono un titolo di studio riconosciuto sul territorionazionale. Ciò avrà ricadute anche occupazionali per i lavoratori della scuola,come l’assessora  Dalmaso ha anticipato nell’incontro del 15 ottobre con leOrganizzazioni Sindacali, ossia una prevedibile flessione nell’assunzione deisupplenti che si attesterà attorno al 4 - 5% quale effetto dell’applicazionedella Delibera.

A ciò si aggiunge il nostrodissenso sul metodo di lavoro adottato: gli insegnanti vengonointerpellati solo dopo che le delibere sono state attuate perpetuando in questaProvincia uno stile nel quale la democrazia è una mistificante cooptazione del consenso dei cittadini.

 

 

Commissione Scuola-UniversitàRifondazione Comunista. Partito dei Comunisti Italiani

 

 
novembre
giovedě 29 ottobre 2009
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